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Il matrimonio.

Buoni i gamberi.


L'amore con la A, quel tipo di relazione che ti porta a pensare "Questo è l'ultimo" (alias è quello giusto.)

Non è semplice ma in tanti la persona giusta l'hanno trovata e si sono sistemate, anche se in realtà è una parola strana da usare in questo contesto, come se trovata una persona con cui stare bene, che per carità, è importante, stop. Hai fatto.


Ecco diciamo che poi in realtà ti sei sistemato davvero non quando hai trovato un compagno, o compagna che sia, ma quando ti sei sposato/a. Dopo anni passati insieme si dice sia quasi d'obbligo. Devi sugellare l'unione.

C'è poi da specificare che se a 40 anni una donna non è sposata, la si immagina già a scegliere tra le mille marche di sabbia per la lettiera del gatto (e lei sa che agglomerante è meglio), se invece si parla di un uomo è diverso. Un uomo non è zitello, o come si dice da me, uno 'rmasto. Un uomo è single, ha scelto di non legarsi perché vuole essere libero, per lui è una scelta di vita e fa fico dai.


Ma c'è una dura lezione da imparare. Che tu sia donna o uomo, zitella o single, non c'è scampo al matrimonio, perché se non sei tu a sposarti, sono gli altri.


In un giorno che sembrava qualunque, come un fulmine a ciel sereno arriva una busta a casa.

Con mani tremanti sfili dalla busta un invito, su carta satinata, sul quale con grafia dai mille fronzoli e merletti, Tizia e Sempronio ti informano che sarebbero lieti di averti alla loro cerimonia. Davvero, senza di te non sarebbe la stessa cosa.

Hai spregio di te stesso mentre la mente vaga alla ricerca di plausibili scuse per un rifiuto.

L'idea di spaccarsi una gamba cadendo "accidentalmente" dalle scale non ti sembra da persona con problemi psichici. Si può fare. Ma poi fortunatamente torni in te.

Quel giorno che sembrava tanto lontano arriva e tu non hai ancora trovato una scusa che non preveda ingessature.

E qui c'è una domanda che l'umanità si pone fin dagli albori. Il perché la data scelta coincida sempre, sempre, SEMPRE, con il giorno più caldo dell'anno.

Ci si può sposare solo in estate, è un dato di fatto.

Il vestito che indossi, 90% poliestere, 10% pura plastica, ti fa desiderare di essere morta e all'improvviso l'occhio di Sauron è l'Antartide.

Se ti concentri ti sembra di sentire le risate beffarde di bagnanti in spiagge lontane che si burlano di te sorseggiando un mojito gelato e mentre senti il sudore scenderti lungo la schiena, abbozzi un sorriso e tiri il riso, con fare violento e

vendicativo, ai due beoti che tra 365 giorni hanno scelto quello con 40 gradi all'ombra.

Già. "Evviva gli sposi."


Ma il bello arriva dopo, perché di solito il ristorante si trova a 37584 km e via, in macchina, verso l'infinito e oltre.

Perché in realtà quando si parla di matrimonio poco c'entra l'amore. Tutto è incentrato sul pranzo (o la cena, per i più fortunati.)

L'unica cosa che vorresti fare è spogliarti e buttarti in modo poco aggraziato nella piscina del ristorante, ma ti aspetta un pasto da 62 portate. E quando ti meravigli di quanto il tuo corpo possa ingurgitare.....ecco il buffet dei dolci e uno su mille ce la fa.

Poi le prime allucinazioni. Nella più comune la sposa è un barattolo gigante di Brioschi.

E mentre tu stai perdendo i sensi su un divanetto, partono i primi trenini, un must, che ti passano accanto e di solito in fila c'è qualcuno, molto più ubriaco di te, che euforico da far quasi paura, tenta di prenderti per un braccio e di trascinarti via con loro che attraversando la sala, cercano come polipi di afferrare più persone possibili. Ah.. il potere del vino.


Dentro di te sai già che il giorno dopo non si parlerà di quanto si amano Tizia e Sempronio, di che bella cerimonia sia stata, della commozione di lei e della lacrima che le ha rigato la guancia quando ha detto "Lo voglio."

No, manco per niente.

Si parlerà dei Gamberi scottati profumati da finocchietto selvatico serviti su un letto di vellutata di barbabietole rosse con una spruzzata di aceto balsamico.



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