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Nasci, cresci, ignori.

Principe azzurro cercasi.


Essere adulti non significa necessariamente capire.

Veniamo cresciuti con il classico "Da grande capirai."

Poi cresci e le cose che capisci sono ben poche, anzi, ti ritrovi a dover disimparare alcune nozioni di base, come quelle sull'amore per esempio.


Per le donne poi....un disastro.

Non so i maschietti, ma noi bambine, quasi tutte credo, siamo state cresciute con i cartoni della Disney, la rovina del nostro genere. Le mamme ci piazzavano lì, davanti alla tv, che quando appariva il castello cadevamo in uno stato catatonico fino alla fine della pellicola, convinte che fosse una cosa innocua e invece era solo l'inizio della fine.

Esagerato? Non direi, dato che in testa veniva impiantato un incipit, un seme, una fantasia che giusto nelle favole si può trovare.

Così tra fatine e principesse si nascondeva il male, un male chiamato "futura zitellanza".


Il caposaldo dei vecchi cartoni è essenzialmente uno: la principessa deve essere salvata da un uomo, un principe nella fattispecie.

Troviamo quasi sempre una lei, buona all'inverosimile, bella, anzi bellissima, ingenua e credulona.

A volte si fa schiavizzare dalle sorellastre che le succhiano l'eredità mentre lei è vestita di stracci. La sua unica compagnia? I topi, che la aiutano perfino a lavarsi. Poi grazie ad una fata, il principe ovviamente si innamora di lei, ma probabilmente solo perché le è stata data una "ripulita".


C'è poi chi ha dovuto rinunciare alla propria voce e a cambiare addirittura specie per arrivare all'amore, che viene da chiedersi come si sarebbe svolta la storia se si fosse innamorata di un cavallo, ma non lo sapremo mai.


In altri casi la ragazza deve guardare oltre l'aspetto del principe, una volta bello e aitante, che ora oltre ad esser mezzo animale mangia pure con le mani, ma la donna si sa, deve essere superiore, quasi divina ed essere in grado di guardare oltre la mera esteriorità. Lei può, anzi, deve.


Poi c'è lei, la mia preferita, che camminando per la foresta arriva ad una casa e che fa? Decide di pulirla, ovvio. Diventa in uno schiocco di dita la schiava in una casa in cui vivono sette uomini, o nani, che è la stessa cosa e la vediamo canticchiare allegramente mentre scrosta stoviglie o smacchia i panni al fiume, perché si sa che per una donna è l'apice della felicità badare alla casa.


Il tutto per arrivare a noi, bambine di ieri, idiote di oggi.

Nonostante la parte da finte disilluse che recitiamo a forza, crediamo ancora che il principe esista, per forza cacchio, ed aspetta solo noi.

O meglio, noi aspettiamo lui, altrimenti chi ci salva?


Da bambina li ho visti, rivisti, stravisti fin quasi all'usura delle ormai compiante quanto amate VHS e tuttora se mi capita li rivedo volentieri (canticchiando a memoria OGNI SINGOLA CANZONE) ma devo dire che ora trovo molto più affascinanti le antagoniste, le donne un po' stronze ma agguerrite che trabaltano la storia. Esaurite, invidiose, a volte veramente, veramente pessime ma almeno reali nei modi di reagire e toste rispetto alle principesse un po' mosce e fragiline.

Non che ne condivida il comportamento, ma almeno mi fanno fare due risate.









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